Celeste Ferrini ha ricevuto di recente dalla Fondazione Dalle Fabbriche e dalla BCC ravennate forlivese e imolese la Borsa di ricerca sul tema: “L’ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO. Esperienze e proposte per migliorare il rapporto tra imprese del territorio e giovani in formazione”.

La sua attività di studio e di ricerca è terminata ed è stato pubblicato il contenuto del suo lavoro, in forma di e-book scaricabile gratuitamente.

 

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Il “focus” di questa ricerca è concentrato sul tema dell’alternanza scuola – lavoro, anche attraverso il susseguirsi di cambi normativi, formule sempre più innovative e funzionali ai ragazzi, luci e ombre di un modo per approcciarsi al mondo del lavoro forse sempre da rivalutare.

Il presente lavoro è articolato in cinque capitoli, con vari paragrafi e sottoparagrafi. Il primo capitolo si concentra principalmente sulle definizioni e i modelli di alternanza in Europa, soffermandosi su quelli più simili all’Italia.

Il secondo capitolo tratta l’alternanza nel caso italiano, dalle origini fino agli ultimi cambiamenti, con le varie normative che si sono susseguite nel tempo e le difficoltà che tuttora vi sono; sono però compresi alcuni buoni esempi del nostro territorio.

Il terzo è orientato al tema dell’avvicinamento al mondo del lavoro per i giovani appartenenti alla sfera universitaria, attraverso la forma dei tirocini, trattando dati specifici dell’università di Bologna.

Il quarto offre un esempio d’eccellenza dell’alternanza nel nostro territorio romagnolo, affrontando l’analisi di un caso di scuola superiore, anche al fine di osservare come sia in grado di organizzarsi per gestire al meglio tutte le attività riguardanti il progetto di alternanza, differenziando i percorsi delle classi interessate.

Il quinto capitolo, da ultimo, ha l’obiettivo di prendere in considerazione altri due ambiti sempre collegati all’alternanza che rispecchiano in qualche modo le trasformazioni dei bisogni e degli assetti societari degli ultimi tempi.

Il mondo dell’alternanza è ancora una pagina aperta e in continua evoluzione e mutazione. L’impegno negli ultimi tempi è stato senza dubbio rilevante e ha dato spazio a nuove possibilità per molti giovani, a nuove risposte e ad una partecipazione maggiore, ma è necessario un apporto ancora più attivo. Quello che serve oggi all’alternanza è l’entusiasmo di credere che tale esperienza possa andare oltre al suo essere tesoro di competenze acquisite, per diventare anche concreta fonte di lavoro e di costruzione migliore del proprio futuro per i giovani, offrendo in tale senso quella necessaria spinta in avanti.