La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Il Ministro Poletti ha chiuso la XIV edizione de Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile

Conclusa la XIV edizione delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, tradizionale appuntamento promosso da AICCONche mette a confronto i maggiori esponenti del mondo accademico e dei rappresentanti più autorevoli dell’economia civile in Italia, quest’anno dedicato al tema della co-produzione generativa di innovazione sociale.

La sessione conclusiva dal titolo ha visto la partecipazione di Luigi Bobba, Sottegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Rosario Altieri, Presidente Nazionale AGCI; Leonardo Becchetti, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Annibale D’Elia, Dirigente Ufficio Politiche giovanili e legalità, Regione Puglia; Claudia Fiaschi, Vice Presidente Nazionale Confcooperative; Claudio Gagliardi, Segretario Generale Unioncamere; Linda Laura Sabbadini, Direttore Dipartimento Statistiche sociali e ambientali, Istat e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

Claudio Gagliardi, Segretario generale di Unioncamere, ha presentato gli ultimi dati sulle imprese sociali in Italia che negli ultimi dieci anni sono raddoppiate. Fra il 2003 ed il 2012 le imprese sono passate da 8.500 a circa 17.600 unità mentre gli addetti del settore hanno superato le 400.000 unità. E anche se per il 2014 il saldo occupazionale è previsto in calo (-0.8%) resta migliore rispetto alle aspettative del complesso dell’imprenditoria italiana (-1.5%).

 “Le imprese sociali si confermano un soggetto di assoluto rilievo nel tessuto produttivo del nostro Paese. Perchè costituiscono  – ha aggiunto Gagliardi – un modello di impresa che crea maggiore occupazione e produce innovazione sociale. Un modello che dimostra di saper combinare la crescita economica con il benessere sociale, attraverso una sempre stretta integrazione tra imprese “non profit” e imprese “profit”. Ma questa ‘ibridazione’ ha bisogno anche di luoghi istituzionali che contribuiscano a favorirla e rafforzarla nelle realtà territoriali. In questo senso, la Camera di Commercio rappresenta il naturale punto di riferimento delle imprese sociali secondo una logica di sussidiarietà.”

Il dibattito è proseguito con l’intervento di Annibale D’Elia (Dirigente Ufficio Politiche giovanili e legalità, Regione Puglia) che si è domandato come sia possibile attivare politiche sociali che mettano a valore le esperienze  e le motivazioni che partono dal basso. “Alle politiche pubbliche solitamente non interessa condividere le proprie risorse con i (giovani) cittadini, che sono in generale considerati solo come target cui fare riferimento per l’erogazione dei servizi o la produzione di beni da parte delle imprese. Il dovere del pubblico è quello di generare, invece, il “nuovo”.”

 

Le conclusioni della giornata sono state affidate al Ministro Poletti: “Dobbiamo arrivare ad una nuova dimensione della relazione tra cittadino, comunità e istituzioni, non siamo ancora riusciti a far permeare queste logiche perché abbiamo ancora una serie di meccanismi che sono baricentrati sulla dimensione pubblica delle istituzioni. Quando si scrive una norma la tendenza è quella di costruire mille barriere normative  e ,in un secondo momento, dare incentivi a chi rispetta tutte queste norme.” Secondo il Ministro questo non è possibile: “non bisogna dare gli incentivi, ma togliere gli ostacoli. Purtroppo nel nostro paese c’è una plateale diffidenza secondo cui ciò che è pubblico è buono e ciò che non è pubblico non è buono”.

Poletti si è soffermato anche sulla recente riforma del lavoro: “Negli ultimi anni in Italia, su 100 contratti di lavoro 83 sono a tempo parziale e precario, solo 17 a tempo indeterminato. Noi vogliamo un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che sia conveniente dal punto di vista normativo ed economico e diventi lo strumento che assorbe la maggior parte dei nuovi contratti. Tutto questo darà un elemento di stabilità alla società, produrrà una condizione di possibilità di investimento e consentirà l’apertura di una fase nuova nel nostro Paese.”

Infine, il Ministro ha concluso il suo intervento con una riflessione sul sistema di welfare: Abbiamo un grande potenziale, è necessario trovare i canali e le forme affinché tutto questo diventi co-produzione. Questa non è un’altra economia, questa è l’economia. Il mio obiettivo sarà far lievitare tutte le esperienze positive che ci sono in Italiaper trovare una dimensione istituzionale che permetta alla nostra società di co-produrre”.

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