La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Le imprese cooperative per la crescita e lo sviluppo in Romagna

Si è svolto martedì 22 aprile 2014 un interessante incontro dedicato a “Le imprese cooperative per la crescita e lo sviluppo in Romagna, a cominciare da Forlì e dal suo territorio”, organizzato dalla Confcooperative di Forlì-Cesena e dalla Banca di Forlì, in collaborazione con la Fondazione G. Dalle Fabbriche e dall’Associazione Gino Mattarelli.
Il Presidente della Banca di Forlì  Domenico Ravaglioli ha introdotto l’incontro, trattando del ruolo del Credito Cooperativo per una finanza etica. Le banche di credito cooperativo hanno tenuto negli anni comportamenti etici, sostenendo con grande convinzione il territorio locale. Hanno voluto riscoprire il valore di creazione della fiducia, con un occhio rivolto alle persone, piuttosto che ai numeri.
Occorre sempre aiutare le imprese che creano vera ricchezza, perché rimangono nel loro territorio, garantendo la continuità generazionale. Oltre allo sforzo di sostenere progetti etici, la Banca di Forlì ha voluto essere vicino anche alle famiglie. Allo stesso modo l’istituto si è molto impegnato per il mondo del volontariato, dello sport, della promozione sociale, così come verso l’avviamento al lavoro dei giovani universitari, assieme a Multifor.
Mirco Coriaci (Direttore di Confcooperative Forlì-Cesena) ha discusso il tema dell’importanza delle imprese cooperative nel sistema economico locale. La cooperazione è possibile in quanto riesce a sviluppare anche sinergie con le banche territoriali. Anche grazie a questa rete le cooperative sono riuscite a svolgere una funzione anticiciclica, facendosi forti del lavoro dei lavoro dei loro soci. Il loro vero grande capitale è quello umano.
La nostra provincia è una grande isola della cooperazione (circa 250 cooperative afferenti solo a Confcooperative), con realtà forti e consolidate. Anche in questi momenti di difficoltà economica, la cooperazione è servita per rifondare imprese in crisi. Cooperative e banche locali, tendendo un forte collegamento con il territorio, sono fattori di rilancio del medesimo. Il vero valore è proprio ricercare il profitto direttamente per la propria comunità.
Everardo Minardi (Presidente della Fondazione G. Dalle Fabbriche) ha trattato il rapporto fra reciprocità e mutualità, fattori attrattivi e costruttivi di nuove risposte alla crisi. Papa Francesco ha scritto l'”Evangelii Gaudium”, che è una esortazione a fronteggiare l’esclusione dei poveri, la cultura dello scarto e  l’esasperazione del consumo.
Il lavoro deve produrre valore, in quanto costruisce relazione, comunicazione, capacità di rispondere ai bisogni dell’altro sulla base del dono e non solo sullo scambio.
Anche la banca di credito cooperativo è una banca di persone, che si traduce in reciprocità, in mutualità, nel rafforzare i legami con il territorio, tutelando il bene comune.
A dare concretezza a queste riflessioni sono poi stati gli interventi di Simona Zoccoli, della cooperativa Le CaseFranche, di Andrea Galli della Nuova Edilspada e di Biagio Cerbara della CIEM Impianti.
La serata è quindi stata un momento di dibattito e di interscambio sulla situazione e sul futuro della Romagna della cooperazione, che è apparsa ancora molto forte e resiliente alla crisi economica.
Paolo Dell’Aquila

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