La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Pier Luigi Celli il 24 maggio a Faenza per parlare di giovani e cambiamento

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«I giovani e il cambiamento» sarà il tema al centro della conversazione con Pier Luigi Celli, direttore generale della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali  Guido Carli di Roma, che si terrà venerdì 24 maggio alle 20.30 in via Castellani 25 a Faenza.
L’appuntamento, organizzato all’interno della Festa della Cooperazione faentina, è promosso dall’associazione Giovani Cooperatori di Confcooperative Ravenna e fa parte della rassegna «I giovani di oggi… il futuro della cooperazione»: «Ci aspettiamo che questi incontri possano contribuire a sensibilizzare la dirigenza delle cooperative sul ruolo dei giovani in azienda – spiega Doriana Togni, vicepresidente dell’associazione -. Speriamo, in particolare, che questa rassegna possa stimolare i dirigenti di oggi a guardare i ragazzi presenti nelle cooperative come risorsa per il futuro impegnandosi per svilupparne competenze e capacità».
Pier Luigi Celli, classe 1942, è un imprenditore e scrittore italiano. E’ stato direttore generale della Rai ed è attualmente nei consigli di amministrazione di Illy, Unipol, Bat e Desmokopea. Nel 2009 una sua lettera, indirizzata al figlio, risuonò in tutto il Paese: «(…) col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati».
«Davanti alla grave crisi economica è necessario ripensare il modo di fare impresa e cooperazione – prosegue Doriana Togni -. Il cambiamento è necessario e ci aspettiamo che Pier Luigi Celli possa darci qualche chiave di lettura in più sulla situazione in cui versano i giovani che entrano oggi nel mondo del lavoro. Speriamo di sollevare questioni che aprano ad una fase di discussione corale – conclude – e che portino ad un coinvolgimento reale delle giovani generazioni nella riflessione verso un nuovo modo di fare economia e impresa».

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