La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Un recente contributo pubblicato da Stefano Zamagni nella collana dei Working Paper di AICCON

Un fatto, da tempo acquisito, è che nell’epoca attuale, che si è soliti definire post-industriale o post-tayloristica, il fattore di sviluppo principale è la cooperazione, sia quella che si realizza all’interno della singola impresa, sia quella che configura l’intero sistema economico. L’impresa di successo, oggi, è una learning organization, una organizzazione cioè che fa della creazione e condivisione di conoscenza il proprio fattore di vantaggio comparato, facendo leva sulle motivazioni, estrinseche e intrinseche, di tutti i suoi collaboratori. È la compresenza armoniosa di relazioni cooperative e competitive tra gli stessi lavoratori, oltre che tra lavoratori e impresa, a rendere praticabile il modello della learning organization, alternativo e basicamente diverso da quello fordista, basato sul calcolo dei tempi di lavoro e sulla esecuzione di mansioni codificate in protocolli. Come scrivono Katz e Rosenberg: “La produttività di una organizzazione crucialmente dipende dalla cooperazione tra lavoratori”.

Stefano Zamagni – Cooperazione

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