Ne hanno discusso il 27 agosto al Meeting di Rimini Giuseppe Guzzetti, Presidente Acri; Gabriello Mancini, Presidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena; Maurizio Lupi, Vice Presidente Camera dei Deputati; Marco Sala, Amministratore Delegato Lottomatica; Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà. Coordinatore Antonio Quaglio, Caporedattore de Il Sole 24 Ore.
Le grandi fondazioni bancarie italiane sono scese al Meeting per parlare, moderate da Antonio Quaglio, caporedattore de Il Sole 24 Ore, di responsabilità sociale.
Il primo ad intervenire è stato Vittadini che ha ricordato che non si può considerare il meccanismo economico e finanziario autonomo rispetto agli ideali e ai valori, perché questa separazione è all’origine della crisi che stiamo attraversando. “La sussidiarietà – ha continuato – è il nuovo nome dello sviluppo perché rilancia il protagonismo della persona e delle comunità intermedie, così come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia, parlando di coraggio che costituisce il motore dell’azione.”
Il presidente Guzzetti ha ricordato che “le fondazioni sono corpi intermedi, ma questa idea non è stata sempre scontata. C’è stato un periodo (anni 2002 – 2003) in cui qualcuno le voleva sopprimere per dare allo Stato i loro patrimoni. Le fondazioni da sempre facendo beneficenza (l’etimologia evoca il “fare bene”) hanno aiutato lo sviluppo, non esiste inconciliabilità fra questi due termini. “Quando aiutiamo associazioni che si occupano di reinserimento di ragazzi svantaggiati o a rischio – ha continuato il presidente Acri – non aiutiamo la coesione sociale e quindi lo sviluppo? Senza coesione sociale non può esistere uno sviluppo duraturo”.
Mancini ha esordito: “Noi cerchiamo di interpretare nell’oggi quello che prevede il nostro statuto e la nostra storia. Le fondazioni operano per lo sviluppo del territorio di riferimento ma oramai hanno un’ottica nazionale. Nell’erogazione dei contributi le Fondazioni fanno selezione, premiando i progetti che maggiormente aiutano il bene comune”.
Ha chiuso gli interventi Maurizio Lupi, Vice Presidente della Camera, sintetizzando l’incontro su tre questioni:
• La Responsabilità Sociale pone a tutti la necessità di compiere azioni orientate al bene comune dell’uomo;
• E’ un antidoto contro ogni forma di assistenzialismo (mettere a posto la coscienza) a favore di una prassi di sussidiarietà, che ha come una preoccupazione la “persona protagonista”;
• L’Enciclica “Caritas in veritate” pone ancora una volta l’accento sulla necessità di mettere  al centro la persona per uno sviluppo equilibrato e sostenibile della società.
In sintesi il motore dello sviluppo deve essere la persona: nell’azione che ognuno di noi compie, economica o sociale, noi diamo un nostro contributo al bene comune.
Non esiste in radice contraddizione fra beneficenza e sostegno allo sviluppo.