Chiara Berti ha ricevuto una Borsa di studio “La BCC – Fondazione Dalle Fabbriche” per la sua attività sul tema “L’evoluzione delle città intelligenti in una società in continuo mutamento”.

Lasciamo a lei la descrizione della ricerca svolta:

“Negli ultimi anni si è fatto largo in diversi ambiti di discussione un tema preponderante legato alla necessità di innovazione: le Smart Cities. La crisi economico-finanziaria dello scorso decennio ha portato con sé un cambio strutturale della società in cui viviamo ed ha fatto emergere con forza questo bisogno di “revisione” di prodotti e processi all’interno delle comunità urbane e rurali.

Per quanto il termine Smart City sia orecchiabile, fashion e di facile riconoscimento, in realtà porta con sé ancora molte – forse troppe – aree grigie, poco conosciute e pertanto pericolose. Pericolose nel loro utilizzo perché si rischia di fare di tutta un’erba un fascio e di trattare allo stesso modo una metropoli e una comunità rurale di poche migliaia di abitanti, perché si rischia di nascondersi dietro al termine Smart City senza attivare reali politiche intelligenti e percorsi partecipati che conducano all’efficientamento dei processi all’interno di una comunità.

Due sono i principali ordini di misura dei problemi:

  • il rischio di usare il termine Smart City in modo generale per tutte le aree, indistintamente dalla dimensione delle comunità, dalla zona del mondo, dal tipo di economia, talenti che l’area presenta, tipo di interesse esterno per un determinato territorio;
  • quello di approcciarsi in modo superficiale al temadelle Smart Cities (come ad esempio considerandone solo gli aspetti tecnologici) senza implementare un percorso concreto che offra spunti per affrontare le reali criticità di un territorio.

Attraverso questo studio cercherò di esaminare i due principali rischi sopra citati, svolgendo una rassegna della letteratura scientifica di riferimento.

Dall’analisi della letteratura mi aspetto di approfondire la mia conoscenza sul fenomeno delle Smart Cities e spero di giungere a delle conclusioni di interesse ampio, da un lato per gli amministratori pubblici che si occupano delle politiche locali, dall’altro lato per gli stakeholder principali (cittadini, imprese e turisti) che vivono ed usufruiscono delle Smart Cities quotidianamente”.

Scarica la ricerca

Il lavoro è stato svolto prima della pandemia, in una situazione diversa da quella attuale, in un mondo che sta cambiando molto velocemente.
Lo pubblichiamo comunque, quale contributo alla riflessioni su un tema decisivo nello sviluppo dei nostri territori.

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