Il 23 novembre 2020 è la data ufficiale della costituzione di Confcooperative Romagna.
La nuova Unione territoriale nasce dalla fusione di Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini ed è il risultato di un percorso di avvicinamento durato alcuni anni.
A decretare l’unificazione sono stati i delegati chiamati a incontrarsi virtualmente nell’assemblea costituente della nuova associazione.

L’evento Costruttori di Bene Comune – Insieme per crescere si è svolto nel pomeriggio del 23 novembre, con una prima parte riservata ai delegati delle due organizzazioni che hanno eletto Mauro Neri quale presidente della nuova organizzazione.

La parte pubblica ha visto la partecipazione dell’Assessore regionale Vincenzo Colla, in rappresentanza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, di Don Mario Diana incaricato Cei presso Confcooperative, e dei sindaci Michele De Pascale, Andrea Gnassi, Enzo Lattuca e Gian Luca Zattini intervistati dalla giornalista Letizia Magnani. L’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini ha concluso i lavori congressuali.

Il presidente Mauro Neri sarà affiancato da tre vicepresidenti, nominati dal nuovo Consiglio; a questo ruolo sono candidati Luca Bracci, vicario (già Presidente di Confcooperative Ravenna-Rimini), Pierangelo Laghi e Antonio Buzzi.
Direttore generale della nuova Unione territoriale è Andrea Pazzi, già direttore di Confcooperative Ravenna-RiminiAl ruolo di Segretario generale, che verrà nominato dal Consiglio territoriale in occasione della sua prima convocazione, è candidato Mirco Coriaci, già direttore di Confcooperative Forlì-Cesena.

L’assemblea ha provveduto a nominare i 100 componenti del Consiglio territoriale unificato ed il Collegio dei sindaci. La neo costituita Confcooperative Romagna è una delle Unioni più rappresentative a livello Regionale e Nazionale. Associa 640 cooperative che operano nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini offrendo loro rappresentanza politico-sindacale, e servizi attraverso i centri servizi Ce.se.co. e Linker Ravenna-Rimini. Fanno riferimento alle cooperative associate un totale di 160.000 soci, 39.000 occupati, di cui 20.000 donne, e un fatturato aggregato che sfiora i 7 miliardi di euro.

“Oggi assistiamo a un evento storico che rimarrà negli annali di Confcooperative e nella storia associativa ed economica della Romagna – ha dichiarato il neo presidente Mauro Neri -. Si uniscono nel “progetto Romagna” Unioni territoriali con 70 anni di storia e lo fanno progettando sviluppo e crescita a vantaggio delle cooperative associate e di tutto il territorio della Romagna. Siamo orgogliosi di costituire una Unione forte e autorevole a livello Nazionale, radicata nel territorio, vicina ai cooperatori. Siamo consapevoli di farlo in un momento particolarmente difficile, da affrontare con politiche condivise, col contributo delle parti sociali e dei territori, della politica e delle istituzioni, in un’ottica che vada oltre i campanili. Riteniamo che anche a livello Istituzionale la Romagna possa rappresentare la dimensione ottimale per affrontare le sfide future”.

I primi passi del nuovo progetto muoveranno dai pilastri fondativi del modello cooperativo: forte radicamento territoriale, responsabilità e solidarietà per cercare la soluzione a bisogni dei territori, soprattutto quelli più fragili, e delle persone. Oggi ancora più importanti, poiché Confcooperative Romagna nasce in un momento particolarmente difficile, in cui, all’emergenza sanitaria, si è aggiunta una forte sofferenza economica. Il primo impegno sarà proprio quello di affrontare le difficoltà di questo tempo, cercando di colmare divari e ridurre disuguaglianze fra persone e territori, elaborando, in condivisione, strategie di comportamenti e azioni per supportare le cooperative, i loro soci e in generale tutto il tessuto economico e sociale locale, individuando soluzioni efficaci per i bisogni vecchi e per quelli emergenti. Ragionare in ottica “Area vasta Romagna” significa partecipare in condivisione con tutti i soggetti Istituzionali e sociali al fine di elaborare un progetto di sviluppo sostenibile, con proposte innovative, attuabile in sinergia fra il pubblico-privato, per lo sviluppo di welfare, servizi e infrastrutture, in una prospettiva temporale di lungo termine. Il sistema cooperativo saprà fornire un contributo importante affinché gli standard di qualità della vita della Romagna in termini di welfare, occupazione, sostenibilità si possano mantenere ai livelli delle regioni europee maggiormente sviluppate.

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