Giulia Bassani ha ricevuto di recente dalla Fondazione Dalle Fabbriche e dalla BCC ravennate forlivese e imolese la Borsa di ricerca sul tema: “Il futuro della terra, costruire una economia locale più sostenibile”.

La sua attività di studio e di ricerca è terminata: al momento ne pubblichiamo il pdf, scaricabile gratuitamente, in attesa di dare corso alla realizzazione della versione definitiva in e-book.

 

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La ricerca proposta dalla Fondazione “Giovanni Dalle Fabbriche” intende fornire una rilettura più strategica di alcuni specifici obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, focalizzando l’attenzione sul territorio di azione della BCC Ravennate, Forlivese e Imolese. In particolare, gli obiettivi che verranno presi come punti di riferimento sono il numero “11 Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”, “12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” e “13 Promuovere azioni, a tutti i livelli”, per combattere il cambiamento climatico.

Per prima cosa, occorre essere consapevoli del fatto che non è immaginabile poter disporre di risorse materiali sufficienti per alimentare una crescita infinita dei consumi. Per questo motivo e per garantire la necessaria giustizia intergenerazionale, la seguente domanda assume un ruolo chiave: come implementare e mantenere uno sviluppo che soddisfi i bisogni della società odierna senza però compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare a loro volta i propri bisogni e desideri? Ciò non può esimersi da una nuova declinazione dei processi produttivi, e dell’organizzazione del lavoro che deve permettere la graduale riconversione dei lavoratori. Anche le città avranno bisogno di essere ripensate e modellate sulla base di nuove esigenze e di una maggiore attenzione e consapevolezza dell’ambiente che ci circonda.

Come spiega Enrico Giovannini nel suo libro “L’utopia sostenibile”, se nel corso del tempo sono stati sviluppati vari indicatori per la misurazione del benessere economico (primo fra tutti il PIL, Prodotto Interno Lordo), non è però possibile fare una misurazione della sostenibilità. In particolare, risulta estremamente difficile determinare quanto una certa combinazione di fenomeni garantisca o meno la sostenibilità di un sistema economico-sociale. Questo perché statisticamente non è possibile (o per lo meno è alquanto complicato) definire dei valori “soglia” oltre i quali vi sarebbe insostenibilità sociale. Per questo motivo, le organizzazioni internazionali e gli enti di ricerca statistica hanno cercato di identificare per ciascun obiettivo strategico degli indicatori che possano aiutare a monitorare l’evoluzione e la convergenza verso i comportamenti e i fenomeni auspicati dall’Agenda 2030. L’appendice riporta un confronto, per ciascun indicatore, fra la situazione italiana e quella europea.

Nel tessuto produttivo locale, i settori con una maggiore rilevanza sono quello industriale, il settore agricolo e dell’agroalimentare e il settore dell’alta formazione e ricerca. In seguito ci si soffermerà sulle scelte strategiche che sono state fatte o che potrebbero essere implementate in questi settori.

Infine, il documento si propone come strumento concreto di guida per le decisioni della banca locale in merito alla concessione del credito e/o relativamente alla nascita di nuove imprese. Infatti, le BCC sono spesso già promotrici di comportamenti virtuosi in questo ambito, impiegando la quasi totalità del risparmio raccolto in credito a famiglie e imprese del territorio di riferimento.