Paola Casta ha ricevuto di recente dalla Fondazione Dalle Fabbriche e dalla BCC ravennate forlivese e imolese la Borsa di ricerca sul tema: “Ceramica e nuove imprese a Faenza. Artigiani contemporanei e ricambio generazionale nel sistema faentino della ceramica”.

La sua attività è terminata ed è stato pubblicato il contenuto del suo lavoro, in forma di e-book scaricabile gratuitamente (almeno per i primi mesi).

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La ricerca parte da un inquadramento della ceramica artistica e artigianale in Italia, all’interno del più ampio settore delle industrie culturali e creative. I dati quantitativi emersi da studi e ricerche, che consentono di capire meglio le dinamiche produttive delle imprese ceramiche, unitamente a riflessioni e spunti che restituiscono la dimensione qualitativa del lavoro artigianale, che sempre più si contamina con i campi dell’arte, del design e delle nuove tecnologie.

L’autrice dedica anche un focus al cambiamento dei mercati e dei processi di costruzione del valore del prodotto di artigianato ceramico: l’economia dell’esperienza e dell’immateriale hanno un impatto importante in questo ambito, anche per il fatto che si tratta di prodotti e imprese strettamente radicati in un territorio, che costruiscono il proprio valore proprio a partire dall’appartenenza a tale territorio.

Nel secondo capitolo, l’autrice entra nello specifico del caso faentino, fornendo una fotografia delle caratteristiche attuali del sistema faentino della ceramica, con un focus particolare su artigiani e botteghe, analizzati attraverso un questionario ai ceramisti e una serie di interviste. I percorsi per la nascita di nuove imprese, infatti, si inseriscono all’interno di un quadro di imprese già operanti, con le quali condividono criticità e potenzialità: l’esistenza di un “Sistema Faenza” emerge proprio come caratteristica distintiva del territorio faentino, e rappresenta un elemento di vantaggio competitivo per artigiani e botteghe ceramiche.

L’identificazione di possibili percorsi per la nascita di nuove imprese e per favorire il ricambio generazionale viene trattata nel terzo capitolo, partendo dall’individuazione di un dato, ovvero l’esistenza di costi generali molto alti quale elemento critico per l’apertura di un’impresa. L’attenzione dell’autrice si è dunque focalizzata sull’analisi di soluzioni in grado di abbattere questi costi, trovando in un modello inglese di condivisione di spazi e servizi per ceramisti una possibile modalità applicabile anche a Faenza.

Un tema trasversale è quello della formazione, strettamente collegato con la nascita di nuove imprese: nel libro emerge come si stiano facendo strada anche percorsi di formazione non tradizionali, in grado di formare figure “ibride”, che sappiano unire competenze tecniche, culturali e progettuali, con un forte orientamento all’innovazione.