La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Crisi, il Comune di Bologna vara il microcredito salva-mutui

L’allarme era stato lanciato la scorsa settimana nell’aula del consiglio comunale dall’assessore comunale alla Casa, Riccardo Malagoli che parlando dei mille bolognesi costretti a vendere la casa perché non riescono a pagare il mutuo e delle 1500 famiglie sotto sfratto aveva paventato che la situazione di emergenza potesse arrivare a creare problemi di ordine pubblico. Ieri il Comune ha provato a dare una prima risposta al problema dell’emergenza casa, una risposta poco più che simbolica visto che lo stato delle finanze di Palazzo d’Accursio non permette grandi investimenti, ma comunque importante.

L’amministrazione comunale ha siglato un patto con Emilbanca e con l’azienda di servizi alla persona Poveri Vergognosi per prestare soldi ad interessi bassi a chi non riesce a pagare l’affitto o a chi non riesce a pagare le rate del mutuo. Il fondo di garanzia è di 200 mila euro (100 mila li mette il Comune, 50 mila a testa la banca e l’Asp) e funzionerà a rotazione. In pratica l’esposizione massima sarà pari al fondo di garanzia ma ogni volta che qualcuno rimborserà il prestito quella somma verrà resa disponibile per altri.

«Non sono prestiti a fondo perduto — ha spiegato ieri l’assessore alla Casa, Riccardo Malagoli al termine della riunione di giunta che ha approvato il progetto — ma di microcredito. In sostanza chi non riesce a pagare l’affitto o il mutuo si dovrà rivolgere all’Asp Poveri Vergognosi e avrà un prestito ad interessi molto limitati. Una somma che può evitare di incorrere nell’istanza di sfratto». Ovviamente non si tratta di una cifra che possa fronteggiare tutte le situazioni di emergenza ma sicuramente è un aiuto. Tra l’altro l’iniziativa si va a sommare all’altro intervento messo in campo da Comune e Prefettura grazie ai fondi stanziati dalla Regione: un fondo di garanzia di circa 500 mila euro destinato agli inquilini morosi in ritardo. Tra l’altro l’asp Poveri Vergognosi ha già attivo un servizio di microcredito sempre in collaborazione con Emil Banca.

Si possono richiedere tra i 500 euro e i tremila ad un tasso di interesse fisso del 3,25% e il prestito deve essere garantito attraverso una fideiussione. Un servizio che può essere chiesto per diverse esigenze: emergenze sanitarie, pagamento di bollette, spese legali per separazioni, spese per nascite, matrimoni, funerali, libri scolastici, bolli e assicurazioni e altro. Le emergenze sulla casa sono sempre più gravi ma complessivamente in città gli interventi non mancano. Più in generale contro la crisi è sempre attiva anche la Caritas che però ha esaurito la fase straordinaria di stanziamento di fondi messa in piedi dalla Curia con l’aiuto delle fondazioni. «In cassa — spiega il direttore della Caritas, Paolo Mengoli — abbiamo ancora 100 mila euro e li usiamo per le emergenze, ma per ora non sono in programma altre campagne straordinarie. L’altro giorno con soli 520 euro siamo riusciti ad evitare lo sfratto di una donna con tre figli». Come valuta l’idea del fondo messo in campo da Comune ed Emil Banca per aiutare a pagare mutui e affitti? «Credo che sia una cosa fatta molto bene. Naturalmente rispetto all’emergenza che c’è è poco, ma è sempre meglio di niente».

Olivio Romanini

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