La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

In occasione della Festa del volontariato, il prossimo 17 settembre, la Fondazione nominerà nuovi Coo-managers

Se il 2011 è l’anno internazionale del volontariato, anche un organismo come la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche non poteva essere estraneo alla celebrazione di tale evento. Ciò per due motivi: in primo luogo perché il mutualismo che sta alla base della esperienza e della impresa cooperativa costituisce la base fondativa comune con l’azione volontaria. Infatti l’agire del volontario non è per sé, ma per l’altro; è orientato alla promozione del benessere dell’altro come condizione per il proprio star bene. Una relazione specificamente mutualistica quindi. Le conseguenze di questa comune base di partenza sono anche molto visibili; infatti molte imprese cooperative sono nate da esperienze di volontariato; inoltre proprio perché è la mutualità il valore etico sociale su cui basa la distinzione della impresa cooperativa, spesso per il migliore funzionamento della impresa cooperativa, affinchè persegua in pieno la propria mission, occorre una disponibilità del socio cooperatore all’azione volontariato, ad offrire qualcosa di più e di diverso rispetto ai ruoli organizzativi e produttivi di cui si compone la impresa.
La Fondazione Dalle Fabbriche è inoltre particolarmente sensibile nei confronti della esperienza del volontariato perché al proprio interno ha avviato una esperienza di volontariato. In che cosa consiste? Nella richiesta che ogni anno viene fatta a dirigenti cooperativi (dei diversi settori, dal credito all’agricolo, al consumo, all’abitazione, ai servizi sociali) andati in pensione di continuare a prestare la loro collaborazione del tutto gratuita soprattutto nei confronti dei giovani che vogliono fare esperienza di mutualità attiva e di costruzione di una impresa cooperativa. Tali persone, che sono attive nell’ambito della Fondazione e che ormai toccano le venti unità, sono coo-managers e svolgono attività di orientamento, formazione, tutorship nei confronti dei giovani che intendono incamminarsi verso la costruzione di una impresa cooperativa.
Con la loro azione volontaria questi coo-managers contribuiscono concretamente anche ad affrontare il problema del distacco generazionale che si manifesta sempre più tra adulti che escono dalla vita attiva e giovani che incontrano sempre maggiori difficoltà ad entrarvi a testa altra, spesso in condizioni di precariato permanente. Si tratta di un rapporto di dialogo e di tutorato non paternalistico che può portare le persone dotate di esperienza, oltre che dell’età, a coadiuvare i più giovani a costruire il loro futuro in maniera associata e collaborativa.
Entrare nel futuro dei giovani: una prospettiva verso cui la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, anche nel nome della persona che vuol ricordare, è proiettata da sempre, con l’impegno a realizzare iniziative concrete in aiuto alle giovani generazioni.
Perciò in occasione della Festa del volontariato del 2011, nel prossimo 17 settembre la Fondazione nominerà nuovi COO-MANAGERS che si renderanno disponibili ad agire volontariamente a favore di chi vuol fare esperienza di mutualità e di impresa cooperativa.

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