La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

2011: Legacoop festeggia i suoi 125 anni di cooperazione – La storia dell’impresa cooperativa

Il 2011 è un anno di importanti ricorrenze. Insieme al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, festeggia il suo 125° compleanno la Lega Nazionale delle Cooperative (Legacoop), associazione che da sempre svolge un ruolo attivo per lo sviluppo e l’affermazione di un’esperienza economica e sociale, quella cooperativa, che con l’Italia è nata e ne ha accompagnato la crescita e l’evoluzione.

Le origini

La cooperazione nacque ed iniziò a diffondersi, in Italia ed in Europa, alla metà dell’800, sull’onda della libertà di associazione che rappresenta una delle conquiste essenziali del XIX secolo. L’origine prima si colloca precisamente in Inghilterra, dove nel 1844, per iniziativa di 28 lavoratori, nacque la Società dei “Probi Pionieri di Rochdale”.
In Italia la prima cooperativa ad essere costituita fu il Magazzino di previdenza di Torino, una cooperativa di consumo sorta nel 1853 per iniziativa della “Società Generale degli operai”, che assicurava la vendita di generi di prima necessità a basso prezzo (ma anche la possibilità di depositare i risparmi).
Le prime cooperative furono costituite come risposta a problemi attuali e specifici, come la disoccupazione e l’aumento del costo della vita: una nascita ispirata a principi e valori che tuttora rappresentano la base e la leva per il futuro sviluppo della cooperazione.
Principi quali mutualità, partecipazione democratica alle scelte, solidarietà, responsabilità condivisa, forte legame con il territorio definiscono da sempre l’identità originale della cooperativa rispetto alle altre forme di impresa.
La diffusione delle forme cooperative trovò presto il sostegno, con accenti ed impostazioni diverse, di esponenti prestigiosi della politica del tempo: Giuseppe Mazzini, che fu uno dei primi a sostenere e predicare la cooperazione, il socialista Andrea Costa, il giolittiano Luigi Luzzatti, che considerava la cooperazione come uno strumento di inserimento non conflittuale delle classi subalterne nello sviluppo economico e molti altri.

Lega delle Cooperative

 Nell’Ottobre 1886, 100 delegati, in rappresentanza di 248 società e di 70.000 soci, si riunirono in Congresso a Milano per dare vita ad una struttura organizzativa che assicurasse lo sviluppo e il coordinamento di un movimento cooperativo assai variegato.
Nacque allora la Federazione Nazionale delle Cooperative, che nel 1893 diventò la Lega delle Cooperative, all’interno della quale trovò espressione anche l’altro grande filone di ispirazione della cooperazione italiana: quello cattolico, portatore di una concezione interclassista della cooperazione, imperniata su un forte solidarismo sociale.

Crisi e rinascita

Prima della Grande Guerra, la Lega delle Cooperative contava circa 7.500 cooperative con quasi un milione e mezzo di soci e un capitale complessivo (calcolato sulle 5.000 cooperative che fornirono dati esaurienti) di quasi 119 milioni, con un giro d’affari superiore ai 648 milioni.
Un grande successo, bloccato dai venti di tempesta del dopoguerra. Nel 1919 la cooperazione di ispirazione cattolica e quella di ispirazione laico-socialista si separarono, portando alla nascita della Confederazione delle Cooperative Italiane. A questo fatto seguirono l’avvento del fascismo (con la devastazione di molte cooperative, lo scioglimento della Lega nel 1925 ed il tentativo di piegare la cooperazione ad un modello economico corporativo) e la tragedia della Seconda guerra mondiale.
La fine della democrazia segnò quindi la fine dell’esperienza cooperativa, basata sulla partecipazione attiva dei soci.
Nel Maggio del 1945 ebbe inizio la rinascita: con l’uscita dalla dittatura fu ricostituita la Lega delle Cooperative e per la cooperazione italiana si aprì una nuova fase storica, coerente con la volontà di ricostruzione del Paese su basi di solidarietà, di democrazia, di partecipazione.
A partire dal dopoguerra la cooperazione è riuscita, nonostante le difficoltà, a consolidarsi e a crescere, a diventare una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale.
Risultati raggiunti grazie all’impegno di generazioni di soci e di lavoratori che si sono avvicendati nelle cooperative (tra le aderenti a Legacoop ce ne sono più di 200, ancora attive, che sono nate più di un secolo fa) e che, rinunciando all’arricchimento personale, hanno dedicato la loro intelligenza e le loro competenze alla costruzione di un solido patrimonio imprenditoriale utile a tutta la collettività.
La storia della cooperazione arriva fino al Gennaio 2011, data di nascita dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, un coordinamento stabile tra le maggiori associazioni cooperative – Agci, Confcooperative, Legacoop – creata allo scopo di fornire una rappresentanza unitaria nei confronti delle istituzioni, delle forze politiche e sociali.

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