La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Il processo TSR© FAENZA

Faenza ha sempre cercato di scavalcare le proprie mura (e non sempre ci riesce!) per non correre il rischio di alimentare la propria inclinazione all’isolamento “rassicurante”.
Felice quindi è stata la opportunità di avere incontrato nel proprio cammino amministrativo l’esperienza di REVES (European Network of Cities and Regions for Social Economicy) che l’ha aiutata a respirare europeo in un mondo globale. Allo stesso tempo le ha permesso di confrontare le proprie intuizioni – derivanti dai propri valori di fondo – (solidarietà, sussidiarietà, concentrazione, partecipazione) con altri soggetti europei delle autorità locali e dell’economia sociale. E lo ha fatto: apprendendo e insegnando.
In questa autorevole lobby europea, di cui sono stato eletto Vice Presidente in rappresentanza delle autorità locali i cui aderenti rappresentano più di 30 milioni di cittadini, la nostra città – che ho avuto il privilegio di rappresentare nella mia qualità di Assessore e poi dei Vice Sindaco – si è accreditata per la sua capacità progettuale, non solo dei propri amministratori, ma in particolare del proprio gruppo operativo e dirigenziale che ha trovato in REVES una ribalta non localistica per la valorizzazione e la conferma delle scelte effettuate.
Ma ancor più Faenza si è qualificata nello, scenario europeo che REVFES offriva, per la proposività che ha saputo mettere in campo – quale motore della sussidiarietà -, a partire dai servizi di interesse generale, coinvolgendo massicciamente il mondo dell’economia sociale e del volontariato.
Possiamo ben dire che hanno fatto scuola le partecipazioni e i contratti (“il partenariato”) che a Faenza si sono realizzati per i servizi e lo sviluppo del territorio.
In particolare le Centrali Cooperative della Provincia di Ravenna (che aderiscono da alcuni anni a Reves) sono divenute co-attrici delle scelte e dello sviluppo del territorio in un contesto di costante evoluzione e complessità.
Proprio tale evoluzione e complessità (non ultima l’esigenza di coniugare: efficienza e solidarietà con bisogni crescenti e risorse finanziarie calanti) ci ha indotto a realizzare l’esperimento/modello che è nelle vostre mani.l
Faenza era matura per passare a dare metodo e sostanza al concetto del “Territorio Socialmente Responsabile”.
La comunità che rappresento, con il supporto di Reves, ha voluto sperimentare un percorso di democrazia partecipativa ove, attraverso assemblee, riunioni e somministrazione di questionari (da compilare individualmente o per gruppi), migliaia di cittadini hanno ribadito e ridelineato i principi e i valori sui quali si fonda la nostra comunità territoriale. Ciò ha ricostruito una “cornice” che permette agli amministratori e agli altri soggetti co-partner dello sviluppo di organizzare le scelte e le decisioni in coerenza con ciò che svela il TSR©Faenza.
In sostanza una comunità (città, distretto, provincia, regione, azienda pubblica o privata o altra istituzione o soggetto collettivo) può dare attuazione alle proprie scelte avendo cura di verificare che le stesse no rispondano unicamente alla propria missione, ma in una visione olistica a 360°, esse non entrino in conflitto con gli aspetti ambientali, economici, sociali e culturali.
Il metodo TSR © quindi, mai definito per sempre, può divenire un sistema “obbligatorio” che le comunità si danno per far si che cresca la partecipazione responsabile dei cittadini e con ciò la democrazia.
Questo è ciò che sentiamo di indicare a coloro che proseguiranno il cammino intrapreso: la ricchezza della partecipazione democratica può apparire più laboriosa rispetto alla fretta di oggi, ma è migliore. Ne siamo sicuri.

Elio Ferri
Vice Presidente REVES AISBL
(già Vice Sindaco di Faenza – Italia)

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