La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Il microcredito in Romagna – Una significativa esperienza sul territorio emiliano

Il microcredito come risposta alle difficoltà economiche e come alternativa reale ai progetti di coesione sociale: è questa la convinzione della fondazione Giovanni Dalle Fabbriche e del Credito Cooperativo ravennate e imolese, che con le associazioni sottoscrittrici, hanno avviato un progetto di finanziamento etico-sociale per sostenere le famiglie che versano in precarie condizioni economiche.
I soggetti protagonisti dell’iniziativa “Microcredito etico – sociale ravennate e imolese” saranno: il Credito Cooperativo ravennate e imolese, che avrà il compito di proporre i finanziamenti, la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, che sarà in grado di prestare garanzie fino al 30% dell’importo e le associazioni sottoscrittrici che avranno il fondamentale ruolo di sostegno alle microimprese e alle famiglie destinatarie.

Il Credito Cooperativo ravennate e imolese punta a “fabbricare fiducia” attraverso la promozione della persona, che passa dal rafforzamento del valore economico, sociale e culturale della comunità locale.
Negli anni, questo istituto ha promosso l’accesso al credito attraverso la parificazione delle opportunità, ha destinato parte dei propri utili ad attività imprenditoriali responsabili dal punto di vista sociale, ha favorito il benessere, non meramente finanziario, delle popolazioni locali.

La Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, attiva dal 1993, persegue finalità nel campo dell’orientamento dei giovani alle imprese cooperative, nella promozione di iniziative formative inerenti la cooperazione allo sviluppo, la globalizzazione economica e la giustizia sociale.

Le associazioni sottoscrittrici, tra le quali possiamo citare la Caritas diocesana di Faenza-Modigliana, i Servizi Sociali Unione dei comuni della Bassa Romagna, il consorzio Fare Comunità della provincia di Ravenna, in base alle diverse esigenze dei cittadini, hanno realizzato “centri d’ascolto”, nei quali è emerso un crescente disagio sociale tra coloro che non riescono a sostenere finanziariamente le proprie spese o hanno difficoltà ad accedere al credito.

Il microcredito: un breve excursus

Il microcredito si configura come una forma di finanziamento destinata a persone che vivono temporanei momenti di difficoltà economica e che, pur svolgendo un’attività lavorativa, hanno limitate possibilità di accesso alle istituzioni creditizie: al centro del sistema, ideato da Muhammad Yunus, vi è una consolidata rete di rapporti interpersonali, che si basano sulla fiducia reciproca e sullo scambio di informazioni, suggerimenti, iniziative. Nasce, in questo modo, un duplice livello di interazione, che riguarda i cittadini e le banche, attraverso le attività di assistenza e monitoraggio, e gli stessi soggetti ai quali il prestito è concesso con un proficuo scambio di informazioni ed esperienze. Il risultato finale è la formazione di reti sociali in continuo fermento in grado di generare comportamenti virtuosi e responsabili.

Il microcredito, quindi, attraverso i suoi principi basati sull’etica, sulla fiducia e sulla solidarietà, può diventare uno strumento indispensabile per combattere l’esclusione sociale e favorire, di conseguenza, sulla scia del principio di sussidiarietà, la formazione di reti di cittadini attivi.

Tra gli operatori economici e sociali sembra sempre più presente la consapevolezza che la crisi dei sistemi economici locali, con i suoi devastanti effetti occupazionali e di riduzione del reddito famigliare, accompagnata ad una politica economica che riduce la spesa sociale, non sia un evento temporaneo o facilmente superabile. E’ necessario, pertanto, favorire una nuova cultura che rinnovi nel microcredito un’antica e consolidata tradizione di mutualità in modo da poter coinvolgere in maniera costante i soggetti del territorio.

L’erogazione dei finanziamenti

I finanziamenti dell’iniziativa sono destinati a sovvenzionare spese necessarie e straordinarie a favore di coloro che non posseggono al momento le minime garanzie, ma hanno un reddito, seppur modesto, tale da far ritenere possibile – in assenza di eventi imprevisti – il rimborso del prestito, anche in relazione alla misura del tasso di interesse, particolarmente contenuto.
I destinatari dei finanziamenti, con un massimo finanziabile di 10.000 euro, sono le famiglie numerose, i giovani nuclei famigliari, le famiglie che presentano situazioni svantaggiate, le persone singole (anziani, immigrati, ecc.), gli studenti universitari o i neo-laureati.
Rientrano, altresì, tra i destinatari dei finanziamenti, con un massimo finanziabile di 25.000 euro, i piccoli imprenditori, le imprese familiari, le cooperative, gli enti, le associazioni di volontariato sociale e le Onlus.
La durata dei prestiti è generalmente di 36 mesi, prorogabili a 60 mesi, in casi eccezionali e motivati.

Sabato 8 gennaio 2011
Carlo Pascale
Dal sito LABSUS – Laboratorio per la sussidiarietà
http://www.labsus.org/index.php

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