La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

“Una cooperativa che fa affari e non crea valore aggiunto per i propri soci e per la comunità locale non è più una cooperativa”. L’affermazione di Giovanni Dalle Fabbriche, richiamata da Edo Miserocchi, Direttore Generale del Credito Cooperativo ravennate e imolese, nella relazione introduttiva, è stato il filo conduttore del convegno su “Mutualità, microcredito e comunità locale: dalla crisi economica alla promozione sociale“, svoltosi a Faenza il 26 febbraio scorso.Promossa dalla Bcc ravennate e imolese unitamente alla Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, all’Associazione di volontariato “Per gli altri” della provincia di Ravenna e al Sunas, Sindacato Unitario Assistenti Sociali, la manifestazione è stata coordinata da Tiziano Conti e, dopo una relazione su “Microcredito etico sociale” dell’assistente sociale Marzia Trugli (che ha proposto i risultati di un’indagine sul campo condotta nei territori di Faenza, Ravenna, Imola e Lugo), si è sviluppata con le testimonianze di Giorgio Sandini, Direttore Generale della Bcc di Quinto Vicentino (“Le Bcc della provincia di Vicenza e l’ accordo con la Caritas diocesana”) e di Marco Reggio della Federazione Italiana Bcc sulla Fondazione Tertio Millennio e l’avvio di nuove imprese giovanili al Sud.
E’ seguito un vivace ed articolato confronto tra volontari, operatori dei servizi sociali e del credito cooperativo, introdotto dal dott. Albano e dalla prof. Cortesi, nel corso del quale sono state espresse opinioni importanti su come, con il microcredito, si possano realizzare forme di accompagnamento e guida per la formazione di una nuova progettualità in campo economico e sociale e reti di ascolto e assistenza ai bisogni in forma organizzata.
“Bisogni che – come ha sottolineato con il supporto di dati assai preoccupanti Edo Miserocchi – stanno mettendo in difficoltà, nel territorio della banca, almeno il 10 per cento delle famiglie tra problemi occupazionali e di reddito, e che non possono più sopportare i polveroni di parte ma richiamano con forza l’urgenza di un impegno condiviso tra tutti i soggetti che hanno a cuore il bene delle nostre Comunità “.
Quattro ore intense di discussione, in una sala gremita, con tante professionalità impegnate tutte a costruire azioni di prossimità, a mettersi in gioco, a progettare un futuro che sarà difficile per tutti ma dove la “rete carsica” delle disponibilità può trovare la giusta attenzione in un territorio nel quale il credito cooperativo, le organizzazioni di volontariato e le istituzioni –
ha sottolineato nelle conclusioni Daniele Quadrelli, Direttore Generale della Federazione delle Bcc dell’Emilia Romagna – hanno le sensibilità e le competenze per una nuova solidarietà dei fatti e non delle parole, dell’accesso a un credito erogato non solo attraverso le garanzie materiali ma soprattutto attraverso le qualità morali e la voglia di lavorare delle persone, una nuova solidarietà che diventi modello per azioni più vaste in un mondo sempre più complesso e globalizzato http://rxtadalafil.com/.

Roberto Zalambani

 

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Tiziano Conti, coordinatore, Edo Miserocchi, Direttore Generale Credito Cooperativo ravennate e imolese, Graziella Cortesi e Ugo Albano,  coordinatori del dibattito, Marzia Trugli, assistente sociale.

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Tiziano Conti, coordinatore, Edo Miserocchi, Direttore Generale Credito Cooperativo ravennate e imolese, Graziella Cortesi e Ugo Albano, coordinatori del dibattito, Marzia Trugli, assistente sociale.

 

Leggi/scarica le relazioni presentate al Convegno:

Edo Miserocchi: Il Microcredito come fattore di riscatto sociale

Marco Reggio: L’esperienza del “Laboratorio Sud” della Fondazione Tertio Millennio onlus

Marzia Trugli: Microcredito etico-sociale, una indagine sul campo

Caritas vicentina: Aiuto a persone e famiglie in difficoltà economica temporanea

Per consultare la ricerca sul Microcredito effettuata da Paolo Pelgreffi, ricercatore della Fondazione, clicca qui

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