La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Confcooperative e Cisl a proposito delle cooperative spurie

Ravenna, 10 novembre 2009
La vicenda della cooperativa Antares, della quale leggiamo dalle note di cronaca, ci fornisce il pretesto per riportare l’attenzione su ciò che da tempo accade sul nostro territorio e che costantemente abbiamo più volte denunciato, ossia la presenza di cooperative “spurie” che falsano il mercato e il principio della libera concorrenza. In generale le cooperative cosiddette “spurie” sono imprese che nulla hanno di cooperativo: fanno largo uso di forme contrattuali anomale, di manodopera irregolarmente inquadrata quando non addirittura “irregolare”.
E’ molto strano che all’interno di certi stabilimenti, infatti, da diversi anni si avvicendino sempre imprese cooperative che godono di sgravi contributivi per la mobilità dei soci e dei lavoratori assunti. Cambiano i dirigenti, ma non i modi – le agevolazioni sulla mobilità – attraverso cui si è in grado di proporre alla committenza offerte enormemente più basse rispetto ai prezzi di mercato, al limite del semplice costo ordinario del lavoro.
In un frangente economico, quale l’attuale, in cui le imprese virtuose faticano a chiudere i bilanci, volendo salvaguardare il necessario rispetto di tutte le norme a tutela dei soci e dei lavoratori in forza, in applicazione del “CCNL logistica, trasporto merci e spedizione”, chiediamo a gran voce che queste pratiche di concorrenza sleale vengano contrastate con ogni mezzo dai soggetti pubblici preposti.
Per quanto ci riguarda continueremo a segnalare e denunciare in tutte le sedi opportune ogni situazione di dumping contrattuale che non tutela pienamente il socio ed il lavoratore e mette in grave difficoltà le cooperative che rispettano le regole.
Tra l’altro è significativo segnalare che una buona parte di lavoro all’interno degli stabilimenti dove spesso avvengono queste situazioni viene garantita da importanti imprese nazionali che fanno della loro certificazione etica un punto d’orgoglio.
Ed è altrettanto importante segnalare come sia già successo che si denunci l’accaduto e poi si facciano, senza l’adesione della categoria della Cisl, accordi sindacali che in facciata salvaguardano il futuro dei lavoratori coinvolti ma che nei fatti favoriscono il ripercorrere di queste inaccettabili scorciatoie. Il caso Antares insegna.
Confcooperative e Cisl su questo nuovo caso, sono pronte ad intervenire, verificate le condizioni economiche e occupazionali proposte dalla committenza, per risolvere questa situazione in via definitiva a vera tutela dei soci e dei lavoratori coinvolti.

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