La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Giovani e cooperazione: i primi risultati di una indagine nelle scuole superiori faentine

Sono stati 1400 gli studenti delle 4^ e 5^ classi delle scuole secondarie superiori faentine gli attori di una indagine volta a cogliere e rappresentare le conoscenze e gli atteggiamenti che i giovani hanno nei confronti della cooperazione, della sua tradizione, e soprattutto delle imprese cooperative con cui loro e le loro famiglie spesso hanno forse avuto a che fare.
 
Secondo una indagine svolta da Legacoop provinciale lo scorso anno, nella provincia di Ravenna sarebbero almeno 7 su 10 i residenti che hanno in qualche modo un rapporto diretto con le imprese cooperative, o come socio o come lavoratore dipendente o come utente dei servizi offerti dalle cooperative stesse.
 
Quindi se tale è il peso della cooperazione nella vita quotidiana delle famiglie e delle attività economiche, quale sarà l’impatto sulla scuola? e quale influenza la scuola è destinata ad esercitare sulle rappresentazioni e quindi sui giudizi che i giovani si fanno delle imprese cooperative?
 
Se la mutualità in altri termini sembra essere un criterio dominante di organizzazione delle attività economiche, come viene trasmesso, quale cambiamento determina nel modo di vedere la dinamica economica? Se c’è mutualità e reciprocità non ci può essere competizione a tutti i costi, se c’è mancanza di lucro nella produzione e distribuzione del reddito, non ci può essere solo la profittabilità dell’azione economica. Se c’è al centro della impresa il lavoro e il lavoratore, non ci può essere lo sfruttamento della forza lavoro come criterio guida dei profitti aziendali.
 
Insomma, anche se molti non se ne sono ancora accorti, la impresa cooperativa è un altro modo di concepire e fare economia, è un altro “mondo” dove la economia non si può disgiungere dall’etica e dalla responsabilità sociale che ogni socio cooperatore ha nei confronti degli altri con lui coinvolti nella medesima avventura.
 
Come concepiscono i giovani questa dimensione economica così diversa? L’hanno di fatto già omologata, come hanno già fatto molti loro genitori?
 
Oppure con la impresa cooperativa si possono giocare da parte dei giovani valori e potenzialità in precedenza neanche intravviste nelle aziende di capitale?
 
Con l’indagine avviata dalla Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche nelle scuole e tra gli studenti faentini si è voluto provocatoriamente avviare un confronto e una riflessione su questi interrogativi, per trovare risposte non di maniera o suggerite, ma autentiche, espresse da persone che hanno interesse ad avviare una esperienza di lavoro e di impresa capace di valorizzazione le competenze e le capacità che a loro appartengono.
 
In questa impresa di indagine sono stati decisivi due organismi, il distretto scolastico n.41 (uno dei pochissimi casi in Italia di organismo di partecipazione sociale alla vita della scuola rimasto ancora attivo e non abbandonato dai più) che ha creato le condizioni ambientali migliori per la realizzazione della indagine e Confcooperative provinciale di Ravenna (anche attraverso la sua sede di Faenza), che ha – con lo stile che è proprio di tale organizzazione – intuito il significato della iniziativa e gli effetti significativi di ritorno che si potevano avere per migliorare l’identità e il ruolo stesso delle imprese cooperative nella economia e nella società sia locale sia provinciale.
 
Nel corso della Festa della cooperazione c’è stata la occasione per presentare i primi risultati della indagine; presentazione che ora rinnoviamo unendo a questa comunicazione una serie di slides che propongono in maniera semplificata il lavoro finora fatto.
 
Nel mese di giugno si giungerà alla elaborazione di tutti i risultati e quindi alla redazione di una pubblicazione che sarà messa a disposizione di ogni istituto scolastico e degli insegnanti referenti che hanno seguito da vicino questa esperienza.
Sarà possibile anzi manifestare in termini concreti il ringraziamento per la loro collaborazione mettendo a loro disposizione l’impegno della Fondazione a sostenere quei progetti di educazione e di orientamento alla creazione di impresa in forma cooperativa, che si produrranno nel corso delle attività del prossimo anno scolastico 2009-2010.
 
Si tratta di una opportunità preziosa sia per le scuole che per la Fondazione per dare avvio a una forma di cooperazione istituzionale che ancora manca nella realtà economica e sociale del territorio faentino.

 Come i giovani guardano la cooperazione e l’impresa cooperativa (File PPT)

Everardo Minardi
presidente
Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche

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