La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

2009: Un futuro già presente per la Fondazione

La Fondazione, dopo il rinnovo degli organi statutari dello scorso anno, si è dotata di un programma triennale di attività e ora si sta misurando con la volontariato totale dell’impegno delle persone che ne hanno assunto la responsabilità per individuare le attività possibili e realizzabili; anzi, alcune di queste si sono già realizzate.

A tal proposito vanno ricordate in termini sintetici:

1. L’azione volta a migliorare l’immagine e la comunicazione della fondazione verso l’esterno attraverso la attivazione del sito web www.fondazionedallefabbriche.coop a cui si aggiunge una serie di depliant illustrativi delle attività che man mano vengono prodotti e distribuiti a servizio delle cooperative, delle scuole e delle associazioni di giovani dove può essere al meglio coltivato l’interesse per la cooperazione.
2. In questo contesto, è avvenuta la partecipazione della fondazione alla festa delle associazioni, appuntamento che ha consentito di ricordare al pubblico l’origine della fondazione, le sue finalità, le sue attività. Presenza che si rinnoverà sicuramente nella seconda metà del 2009.
3. Insieme alla erogazione delle borse di studio, la realizzazione attraverso l’Agenzia Educare all’Europa di un programma di adesione ad un progetto Leonardo che consente sia a giovani interessati sia a dirigenti e soci di cooperative sociali di trascorrere un periodo di formazione nei paesi comunitari, a cominciare dalla sede di Bruxelles.
4. Un vero e proprio programma di sensibilizzazione ai temi della cultura cooperativa che si è tradotto in un rapporto di collaborazione con il Master di economia della cooperazione della UniBologna e soprattutto in un ciclo di incontri di buon livello con docenti, esperti e dirigenti cooperativi denominati i Lunedì della cooperazione, capaci di attrarre soprattutto giovani impegnati nel Credito cooperativo e in giovani imprese cooperative.
5. Una attività di collaborazione con la Onlus Cosmopolite, di cui la fondazione è socia, finalizzata al sostegno di progetti finanziati con fondi comunitari a favore di paesi dell’est europeo.
6. Una intensa attività di collaborazione con Confcooperative provinciale di Ravenna, che potrà ulteriormente svilupparsi in aree, come quella dei soci delle cooperative, dove si potranno sperimentare innovazioni significative.
7. Una specifica attenzione al tema del microcredito, rispetto al quale si sono impegnate risorse per una borsa di studio che ha reso possibile il report di ricerca I modelli del microcredito, nonché si è realizzata una convenzione di collaborazione con la Caritas imolese.
8. Altre attività continuative hanno riguardato lo Sportello della solidarietà, con le erogazioni di risorse a fini prevalentemente assistenziali, che hanno sviluppato i rapporti della Fondazione con diversi organismi associativi, ecclesiali e istituzionali.

Per tutto questo insieme di attività va espresso un forte ringraziamento alle persone che quotidianamente hanno operato per tale risultato. In particolare Giovanni Malpezzi, Tiziano Conti, Araldo Pienti, e la collaboratrice Ilaria Florio; ma anche Chiara Laghi e i coo-managers che offrono da sempre la loro collaborazione per mantenere vivo nelle feste della cooperazione il ricordo di Giovanni Dalle Fabbriche e il ruolo della Fondazione a lui intestata.

Disegnare una prospettiva di futuro è necessario, tuttavia, per rispondere ad alcuni quesiti e quindi per indicare alcune iniziative per il secondo semestre del 2009.

a. La Fondazione, senza perdere la sua caratterizzazione regionale, accentuerà il suo impegno a servizio della cooperazione nella realtà ravennate e imolese da un lato e a servizio dei diversi attori della economia sociale e del terzo settore (associazioni, volontariato, caritas diocesane), cercando di sviluppare nuovi rapporti di collaborazione con le strutture cooperative e di credito cooperativo della più vasta area romagnola.
Sarebbe importante infatti coinvolgere partner di altre aree territoriali, poiché a livello locale ravennate e imolese non sembra possibile individuare altri soggetti che possano operare come partner significativi della Fondazione;
b. In secondo luogo, con riferimento alla realtà territoriale oggi prevalentemente servita, occorre agire almeno in due direzioni:

• L’accentuazione dell’interesse e degli interventi a favore della crescita della identità cooperativa, della diffusione della cultura della mutualità e di promozione delle esperienze di economia sociale e solidale.
• L’intensificazione dell’impegno a favore delle giovani generazioni, promuovendo azioni di formazione, di creazione di impresa, di sostegno ai processi di start up, fornendo altresì strumenti e spazi per la incubazione di impresa, che facilitino peraltro la transizione intergenerazionale.

Si tratta di scelte strategiche che la Fondazione può e deve adottare in sintonia con il movimento cooperativo a livello provinciale e regionale, ponendosi in questi termini come una risorsa avanzata per incentivare processi di rinnovamento e di cambiamento per la cooperazione che ancora stentano ad emergere.

Gli strumenti di intervento che stiamo utilizzando possono essere confermati, ma vanno certamente dinamicamente ridefiniti e rinnovati considerando le trasformazioni che intanto sono intervenute nel contesto socio economico di riferimento.

In particolare rispetto a quanto sopra indicato, si ritiene di particolare importanza agire per:

– Un più stretto rapporto con il sistema formativo locale (scuole superiori e unità didattiche universitarie); in particolare va avviato un rapporto di collaborazione con il corso di laurea magistrale della sede forlivese di UniBologna proprio incentrato sulla economia cooperativa e del non profit; va rafforzato la collaborazione con il Master (post laurea magistrale) in economia della cooperazione, attivo a Bologna sempre presso la UniBologna;
– Un rinnovato e diretto rapporto con le imprese cooperative del territorio, per individuare i fabbisogni e rispondere attraverso gli strumenti disponibili (a cominciare da quelli comunitari come il Leonardo) per incentivare soprattutto i soci e gli operatori giovani di età.
– Una più attenta considerazione delle reti internazionali in cui è collocata la cooperazione ravennate e imolese e più latamente romagnola, per attivare forme di scambio e di collaborazione, utili per abilitare i giovani soci, lavoratori e dirigenti, a funzioni di maggiore respiro professionale.

Perciò anche con il supporto del sito Web della Fondazione, è necessario prestare una particolare attenzione alla raccolta della documentazione, alla sua circolazione e diffusione, per far diventare il fenomeno e la esperienza cooperativa non come qualcosa di marginale nella esperienza lavorativa e professionale dei soggetti impegnati in essa, ma come una dimensione originale capace di avviare processi di valorizzazione che non premiano solo il denaro (oggi sempre più finanzia rizzato) ma anche e soprattutto le competenze e le persone che ne sono portatrici.

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