La cooperativa che pensa solo ai suoi affari e non genera valore aggiunto per le persone dei Soci e per la loro comunità locale non è più una cooperativa.
Giovanni Dalle Fabbriche
 

Perché insistere tanto sull’identità e sulla differenza dell’impresa cooperativa?

Nel presentare il sito web della Fondazione e i conseguenti nuovi indirizzi email, abbiamo enfatizzato il fatto di aver assunto come specifico della Fondazione, che della realtà cooperativa è diretta espressione, il suffisso .coop, una specie di etichetta che la Fondazione e i suoi uomini si portano dietro in ogni relazione e comunicazione.

Ciò in quanto oggi la comunicazione sul web e attraverso Internet connota fortemente le organizzazioni, le istituzioni, le associazioni e le imprese che ne sono ormai parte integrante.

A seguito della nostra comunicazione, un operatore della coop.Zerocento ha fatto rilevare, un po’ offeso, che non la Fondazione, ma la sua cooperativa ha adottato per prima il suffisso coop per qualificare gli indirizzi della propria posta elettronica; e poi ovviamente ci ha chiesto di fare la dovuta rettifica.

Beh, se così è, siamo contenti di essere secondi, ma siamo insoddisfatti di essere solo in due!! Questo il nostro amico, preoccupato di rivendicare il suo primato, non ce lo dice. Peccato, perché il problema sta proprio qui.

Cioè dobbiamo riconoscere che i tanti discorsi che ci siamo fatti sulla cooperazione che deve essere e fare sistema, che deve fare rete anche con attori e soggetti esterni, che deve affermare la propria identità e fare il possibile per trasmetterlo di generazione in generazione, non sembrano lasciare traccia significativa, sviluppare quella identificazione con una prospettiva di impresa che dovrebbe coinvolgere tutti i soci, poi i leader cooperativi, poi i tecnici e i managers delle imprese cooperative e dei loro servizi.

Non si riesce a riprodurre e a trasmettere la duplice reciprocità tra la identità cooperativa e il processo che spinge soci e lavoratori a identificarsi nella impresa cooperativa, così come la identificazione nella impresa cooperativa non sembra produrre e rafforzare la identità della impresa cooperativa.

Eppure identità della impresa e identificazione dei soci lavoratori nella loro impresa cooperativa: questa relazione costituisce un valore unico e originale, che fa la differenza, in quanto carica di potenzialità inedite la impresa cooperativa rispetto alla impresa di capitale.

La differenza di valore sta nel valore del capitale umano (le persone, poi le competenze professionali delle persone, poi le risorse relazionali, partecipative, proprie delle persone e non di altri) di cui sono portatrici le imprese cooperative; la differenza di valore si accresce poi nel capitale sociale che fa delle imprese cooperative le depositarie di conoscenze, tradizioni, stili di vita e di condotta  proprie di quella comunità sociale e territoriale da cui la impresa cooperativa trae la giustificazione della propria esistenza, anzi le qualità delle proprie performances.

Perciò la sigla coop nella posta elettronica è ben poca cosa rispetto a quanto stiamo riflettendo; però se solo 2 imprese cooperative su un qualche migliaio presenti in una provincia, quella di Ravenna, in cui 7 cittadini residenti su 10 sarebbero soci o comunque coinvolti nella economia cooperativa, ciò vorrà pur dire qualcosa: ahimè non di positivo!!!

Perciò la enfasi che abbiamo posto sul fatto che le imprese cooperative affermino ed accentuino anzi la loro differenza rispetto alle altre imprese non può essere inteso come una sorta di tentazione neointegralistica per riportare la cooperazione in una porzione privilegiata del sistema economico, ma piuttosto per costruire nel territorio delle nostre comunità una comunità di imprese e di azioni cooperative capaci di fare della mutualità e della solidarietà il centro distintivo di tali imprese.

Perciò, al nostro amico della Coop Zerocento (che purtroppo non è ancora socia della Fondazione Dalle Fabbriche), rivolgiamo l’invito a lavorare insieme per dare forza alla identità e quindi alle azioni strategiche delle nostre imprese cooperative, anche operando affinchè facciano sistema, costruiscano reti e quindi giustifichino in pieno perché una coop deve chiamarsi anche nell’infinito di Internet semplicemente… coop!!!

Everardo Minardi

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